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L' INCONTRO CON IL DESIGNER - IL COLORE DEL LEGNO

Irene Elia, interior designer presso Modenese Gastone,  parla di legno e di passione, di psicologia e di arte, e di come il marrone, da sempre il primo colore che si associa alle parole Mobili e Legno sia latore di piacevoli sensazioni, come l’accoglienza ed il confort. 
Una piacevole digressione nei significati nascosti un colore fondamentale per chiunque si avvicini al mondo dei mobili artigianali, non semplici oggetti, non arredi qualunque, ma veri e propri protagonisti di spazi living dove la tradizione, l’esperienza e l’eleganza di prodotti realizzati a mano e fatti su misura, riscaldano ogni ambiente e regalano la sensazione di essere a casa.


COLOR LEGNO
L’accostamento fra il legno e il marrone è tra quelli che più frequentemente emergono negli esperimenti di associazione verbale.  In quanto materia per eccellenza, il legno allude alle dimensioni fisiche, corporee, materiali dell’uomo allo stesso modo il marrone è colore che accoglie, che riceve, nel quale ci si può adagiare e rannicchiare. 
Il marrone nasce dal giallo-rosso attraverso un processo di offuscamento. La forza esuberante del colore vermiglio viene stroncata e la sua passionalità ardente smorzata. Esso è tra i colori di più tardiva differenziazione cromatica. A ciò il linguaggio semantico sopperisce accostando le due dominanti cromatiche che compongono il tanè: il rosso-giallo e il nero, il colore del fuoco e quello della fuliggine.
 Il marrone diventa il colore di un piacere intorpidito e avvolgente, del benessere fisico, dell’appagamento sensuale.
 
La frenesia, l’impellenza, la passionalità presente nel giallo-rosso sfumano nel ritorno regressivo a situazioni avvolgenti, tiepide, morbide, confortevoli, nel ritmo introversivo, nella sfera dell’intimità. In questo senso esso “possiede una bellezza interiore indescrivibile: il frenamento”, Kandinskij.
Luscher coglie nella preferenza per il marrone nel suo test un’esigenza di riposo e di rigenerazione. “Il marrone ha perso l’impulso attivo ed espansivo, la forza d’urto del rosso, ciò che in esso rimane è tuttavia lo stato vitale”, Luscher.
 
Il marrone rappresenta anche le sensazioni corporee sensuali, la pulsionalità delle esigenze dell’Es. Ad esempio l’Iki ha un potere d’attrazione di grande sensibilità e rigore, di eleganza e flessibilità, di fascino ineffabile (Kuki Shuzo).
Nel contesto della psicologia del colore cogliamo in queste attribuzioni l’orientamento introversivo del marrone, che invita a ritirarsi, a rannicchiarsi, a farsi avvolgere, ad essere contenuti, a venire accolti. Costella la sensazione d’intimità, di pace e comodità. Benessere fisico, comodità, confort, agio, sensualità e piacere sono vissuti che appartengono al lato positivo di questo archetipo che caratterizzano il contatto con la fisicità.
 
Esso impronta a una sensualità fisica ed elementare e contemporaneamente ispira ideali bucolici di ritorno alle origini, alla vita semplice, ai valori di un tempo, alla manualità di un passatempo. Questo aspetto regressivo, avvolgente e persino attraente del marrone costella anche il piacere dell’incontro comunitario della vita collettiva della partecipazione. Rembrandt ha saputo rendere queste atmosfere giocando magistralmente con l’intera gamma delle tonalità marroni quando dipinge interni rurali, scene di vita familiare, momenti di intimità collettiva. C’è in tutto ciò un innegabile erotismo: un erotismo che ha perso la fiammata sessuale del rosso, ma che mantiene intatta la sua spinta a cercare e a creare in ogni situazione un momento di appagamento, di benessere, di piacere.
 
Irene Elia, interior designer

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